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La Repubblica Argentina è uno Stato dell' America meridionale,confinante a nord con la Bolivia, Paraguay, Brasile, a est con l’Uraguay e l’Oceano Atlantico,e a Sud con l’Oceano Atlantico.L'Argentina può essere suddivisa in quattro grandi zone aree geofisiche: le Ande a ovest, le fertili pianure del nord, le Pampas al centro e la Patagonia a sud. Buenos Aires è la capitale e maggiore città dell'Argentina.La lingua più parlata e' lo spagnolo anche se le popolazioni native, tuttora parlano la propria lingua locale. Dal punto di vista politico l’Argentina è una repubblica federale composta da 23 provincie (provincias) ed un Distretto Federale, le cui competenze sono quelle di stati confederati. La moneta nazionale è il Pesos Argentino, che, fino al 2001, era pari a 1 US$ e da Gennaio 2002 é stato svalutato, stabilizzandosi intorno ad un valore di 3,10.La popolazione è in massima parte di origine europea (soprattutto di ascendenza italiana o spagnola).Intorno alla metà degli anni '70 dell'800 iniziò una massiccia immigrazione dall'Europa in Argentina che si protrasse fino alla vigilia del primo conflitto mondiale.L'ultima grande ondata immigratoria si registrò a partire dal 1945, protraendosi fino alla fine degli anni '50 del xx secolo. L’Argentina si caratterizza per la ricchezza di risorse naturali, petrolio, metalli (uranio, argento,oro) e gas naturale, che ne fanno un grande produttore ed esportatore di materie prime.L’economia del paese si basa principalmente sull’agricoltura e sull’allevamento. L’Argentina è una delle prime nazioni al mondo per l’allevamento di bestiame e produzione di frumento,a cui sono legate anche le attività manifatturiere.Più del 50% del territorio argentino viene utilizzato per il pascolo di ovini e bovini, circa il 10% è coltivato, mentre boschi e foreste occupano il 12,1% del territorio. L’Argentina è uno dei principali produttori mondiali di grano (16 milioni di tonnellate nel 2005). Altre colture di rilievo sono il mais, l’avena e l’orzo. Lungo le rive del Rio Negro sono presenti colture intensive di alberi da frutta, di canna da zucchero e di viti.La maggiore industria Argentina è quella legata alla macellazione del bestiame, alla conservazione delle carni e alla lavorazione del latte. Un altro settore importante è quello della produzione di lana .Quasi il 40% degli ovini viene allevato in Patagonia.Oggi l'Argentina è uno stato dal forte sviluppo economico;poche nazioni hanno vissuto in un tempo così breve una crisi devastante ed una ripresa così fiorente quanto l’Argentina. La crisi economica senza precedenti del 2001, in conseguenza dell’agganciamento della moneta locale al dollaro americano determinò il crack finanziario del Paese con gravi ripercussioni a livello occupazionale e bloccando tutti gli investimenti che si stavano realizzando negli ultimi anni, lasciando sul lastrico milioni di persone. Nonostante la forte depressione, aggravata anche dalla difficoltà di poter accedere a crediti a tasso accettabile, il sistema produttivo ha da subito manifestato una autonoma e positiva capacità di reazione.Il bilancio dell’economia argentina mostra, alla fine del 2006, un risultato nettamente positivo;la crescita costante, iniziata nella seconda metà del 2002, e manifestatasi con una rilevante variazione positiva del PIL, ha continuato, solida, anche nel 2006, con un +8,5% rispetto al 2005. La forte ripresa dell’economia locale è confermata da significativi aumenti della produzione,degli investimenti e dei livelli di interscambio commerciale.Bisogna sottolineare l’importante ruolo che l’evoluzione del settore industriale continua a giocare per il positivo andamento dell’economia argentina, soprattutto il comparto della produzione automobilistica e della costruzione edile. Altri settori trainanti dello sviluppo sono stati il settore agricolo,incentivato dalle favorevoli condizioni offerte dal mercato internazionale,ed il settore del turismo, visto i prezzi molto competitivi che offre oggi l’Argentina. Sono stati raggiunti anche i principali obiettivi della politica economica applicata al governo, in particolare un tasso di cambio alto per favorire la competitività delle esportazioni argentine e controllare entro livelli relativamente moderati gli indici di inflazione, e la diminuzione del debito pubblico. Per quanto riguarda il livello dei prezzi gli aumenti registrati durante i primi mesi del 2006 aveva determinato un importante aumento del tasso di inflazione creando preoccupazione. La situazione è stata parzialmente controllata a seguito di una serie di accordi di prezzi siglati tra le autorità economiche e le principali imprese dei vari settori produttivi che prevedono impegni di non aumentare i prezzi e di garantire l’offerta sufficiente degli stessi prodotti. Gli investimenti e soprattutto il consumo, favorito da maggiori livelli di reddito, dal credito e dalle aspettative economiche favorevoli, sono aumentati nel 2006 e rappresentano le due variabili che spingono il dinamismo dell’economia Argentina. Altre variabili positive sono state la diminuzione dell’indice di disoccupazione nonché i miglioramenti degli standard sociali con una riduzione dei livelli di povertà.Per quanto riguarda il commercio estero, gli indicatori continuano ad evidenziare un saldo attivo della bilancia commerciale, con un continuo e sostenuto aumento delle esportazioni e delle importazioni.Considerando l’interscambio Italia-Argentina si evidenzia un aumento dei livelli commerciali anche se si mantiene il saldo negativo per l’Italia della bilancia bilaterale.Le esportazioni argentine verso l’Italia sono costituite principalmente da prodotti agricoli: semi oleosi, pesci, cereali, pelli ecc. A parte le motivazioni di carattere socio-ambientale, altri fattori favoriscono lo sviluppo delle relazioni commerciali tra i due Paesi: le produzioni agricole argentine sono in media caratterizzate da una qualità di livello elevato, i prezzi anche se gravati dei costi di trasporto risultano convenienti per il mercato italiano, la stagionalità invertita consente di disporre di alcune specie ortofrutticole in periodi in cui la produzione italiana non è disponibile.Per quanto riguarda le importazioni durante il 2006 gli acquisti dall’Italia sono aumentati del 21,4% rispetto al 2005 contribuendo a diminuire il saldo negativo della bilancia commerciale bilaterale, nettamente favorevole all’Argentina,e che nel 2006 è stato di 187,7 milioni di dollari contro i 235,6 del 2005. Nella graduatoria dei paesi fornitori dell’Argentina l’Italia occupa nel 2006 l’ottavo posto dopo il Brasile,gli Stati Uniti,la Cina,la Germania, il Messico, il Giappone e la Francia.
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